I conducenti “moderni” oggigiorno hanno a disposizione la tecnologia del web per intrattenersi, informarsi, conoscere ma anche essere aggiornati o semplicemente scambiarsi simpatiche e umoristiche opinioni. In alcune piattaforme online si può perfino ricevere una risposta tecnica nel giro di poco tempo. Questo fenomeno al passo con i tempi è naturale se non sconfina in una vera e propria dipendenza, risultando oltreché capillare, anche molto efficace rispetto le ormai “circolari cartacee” a cui avevano accesso solo pochi addetti e dipendeva da loro la divulgazione ai colleghi.

Sotto questo aspetto la qualità dell’autista professionista risulta senza ombra di dubbio molto più autonoma e preparata nella sua quotidianità lavorativa verso normative, diritti e doveri, etc. Aggiungo che i conducenti professionisti devono sottoporsi ogni cinque anni – come ormai ben si conosce – ad ore di corso di refresh CQC per poter continuare il loro lavoro. Questa normativa europea, non è passata senza malumori di diversa natura, anche abbastanza fondati sottolineo.

“Ricordiamo anche che le stesse aziende con le loro risorse, provvedono già per legge, ad una serie di corsi interni con docenti di settore, per tenere il proprio personale di guida aggiornato sotto vari aspetti. L’informazione on line di settore in tutti i suoi aspetti, rappresenta un completamento costante professionistico ormai necessario sia per le imprese sia per i conducenti e forse in un prossimo futuro assumerà un aspetto ancor più autorevole. La divulgazione di notizie idee e novità, cultura è quindi fonte di sinergia, confronto, trasparenza, interazione e crescita leale.”

Vorremmo evidenziare, se ce lo concedete, che anche i giovani che si accingono a conseguire la patente, sono molto più propensi ad uno studio “on line” rispetto il seguire le lezioni frontali in un aula di scuola guida, dove in questo caso però a mio avviso ci sarebbe un’ apprendimento e un’interazione sicuramente superiore ed educativo. D’altronde non c’ è un obbligo di frequenza per le lezioni teoriche. Ricordo che dopo il conseguimento della patente B non vi è più nessun tipo di obbligo di formazione presso le scuole guida e questo per tutta la vita da automobilista.

Controlli opinabili durante i corsi di recupero punti, rivolti verso gli automobilisti meno diligenti e forse più pericolosi, non sempre risultano “educativi” verso norme e comportamenti che per noi professionisti del settore sono invece sempre all’apice della nostra formazione. Forse stesso peso e due misure?